Ormai da qualche tempo, i progressi nel settore della Realtà Virtuale hanno superato le boe della fattibilità tecnica ed economica, aprendo alla tecnologia uno sbocco tutt'altro che trascurabile verso il mare del mercato di massa. Per quanto innegabilmente oggi si assista ad una spinta senza precedenti da parte dei produttori di periferiche dedicate, persiste presso il pubblico la sensazione (ove non addirittura la convinzione) che questo mezzo espressivo sia poco desiderabile e comunque avviato al naufragio commerciale.
Limitarsi a descrivere la situazione tramite numeri e statistiche ne offre un quadro chiaramente parziale nonché viziato, lato consumatore, dall'idea che un business mediale non multimiliardario abbia poca ragion d'essere. Sotto questo aspetto basti rilevare che con l’avvento del COVID-19, il giro d'affari della Realtà Virtuale è cresciuto in misura tale da rendere il settore sufficientemente redditizio e quindi capace di attrarre investimenti dedicati; nel solo 2021 la vendita di headset VR/AR ha fatto segnare un incremento del 92.1% rispetto all’anno precedente, e non c’è nulla che lasci pensare ad eventuali inversioni di tendenza per il futuro, anzi.